Hai mai pensato di comprare il paio di scarpe dei tuoi sogni semplicemente scattando una foto? Può sembrarti un’invenzione da Ritorno al Futuro, ma è tutto vero.
È dagli albori di internet che siamo stati abituati ad utilizzare combinazioni di parole (le cosiddette query) per chiedere ai motori di ricerca di traghettarci verso il sito o il contenuto da noi desiderato. In un certo senso, abbiamo sempre e solo parlato a servizi come Google o Bing, ma la tecnologia come sempre compie passi da gigante e oggi è in grado di fornirci un nuovo modo di comunicare con i search engine.
Nonostante le parole continuino ad essere il punto focale del funzionamento dei motori di ricerca, negli ultimi anni si è fatto strada un nuovo strumento per l’esplorazione sulla rete: l’utilizzo delle immagini. Esse diventano delle nuove query di ricerca e ampliano le possibilità offerte agli utenti immersi nel viaggio per trovare, ma anche e soprattutto comprare, l’oggetto del proprio desiderio.
Le nostre modalità di acquisto in negozio coinvolgono da sempre l’aspetto visual: più che al cartellino recante il nome di ciò che vogliamo acquistare, facciamo attenzione al packaging, alla forma, alla texture e alle peculiarità estetiche dell’oggetto che vogliamo ritrovare. Infatti, uno degli statement più famosi relativi alla Visual Search proviene da Amazon e indica come essa risponda a
“due esigenze molto comuni tra gli utenti, cioè il ‘non sapere cosa si desidera, ma saperlo nel momento in cui la/lo si scorge’ e ‘desiderare qualcosa, ma non conoscerne il nome’ ”.

Inoltre, con il passare degli anni, il mondo diventa sempre più digitale e contemporaneamente concentrato sempre più sull’aspetto visivo, basti pensare agli sforzi compiuti dai giganti del tech, che sulle loro piattaforme social e commerciali coinvolgono un quantitativo di materiale visual in costante e rapida crescita. Servizi come Instagram o Pinterest sono ormai entrati a far parte delle nostre vite in maniera stabile e quindi anni fa, all’alba di questa svolta dell’imaging, non c’era da chiedersi se un meccanismo del genere sarebbe arrivato, ma quando sarebbe arrivato. A tal proposito, il co-fondatore della prima delle due piattaforme appena citate, Kevin Systrom, pensa che gli umani comunichino da sempre attraverso il linguaggio visivo e che in realtà scrivere sia solo una deviazione da tale percorso, al quale si sta ritornando in questa epoca moderna. Egli concepì la piattaforma appena citata come uno strumento di comunicazione, in cui raccontare la propria storia.
Allo stesso modo delle parole, lette e abbinate ai miliardi di risultati disponibili in internet, l’intelligenza artificiale analizza le immagini che le diamo in pasto, cercando di comprendere al meglio cosa è contenuto nel file utilizzato e di restituirci proposte abbinate ad esso nel migliore dei modi possibili. È un servizio in costante miglioramento, che utilizza meccanismi di machine learning, non ancora perfetto, ma ha già raggiunto tappe importanti: gli ultimi dati di Jumpshot e Sparktoro mostrano come Google Immagini sia il secondo motore di ricerca più utilizzato al mondo, secondo solo al suo “fratello maggiore”, il classico Google.

Il fatto che la Visual Search abbia già toccato questi risultati essendo allo stesso tempo un servizio non perfezionato al 100% parla chiaro sul suo successo.
Inoltre, in un recente studio, è stato stimato che il valore del mercato della Visual Search raggiungerà e supererà i 28 miliardi di dollari (dai 6,6 del valore del 2018), con un tasso di crescita annuo del 17,5%.
Per dialogare al meglio con l’Intelligenza Artificiale e quindi per sfruttare al meglio le possibilità offerte dalla Visual Search è necessario svolgere un lavoro di ottimizzazione SEO per le immagini caricate sui propri siti/piattaforme. In particolare, bisogna fare attenzione ad elementi come:
Come già citato in precedenza, numerosi colossi del tech e del commercio hanno già integrato la Visual Search nei propri ecosistemi.
Esempi virtuosi includono quelli di:


Cosa pensi della Visual Search? Hai già utilizzato qualcuno dei servizi elencati? Condividi il tuo pensiero nei nostri canali social.