Molte sono le “fake-news” che emergono dal web e che invadono le menti degli utenti vittime di una sorta di consumismo dell’informazione, comportamento che porta ad assimilare quante più informazioni possibili in modo frenetico e superficiale. Il risultato? Ricordare ben poco di quanto letto ed immagazzinare notizie molto spesso false o distorte. La colpa però non può essere attribuita esclusivamente al lettore, infatti questo atteggiamento potrebbe essere una conseguenza dei ritmi di vita sempre più frenetici che caratterizzano la nostra era e dai molteplici strumenti che semplificano e velocizzano il reperimento di notizie. A peggiorare le cose, secondo un’indagine condotta dai ricercatori guidati da Walter Quattrociocchi, coordinatore del Laboratorio di Computational Social Science dell’Imt di Lucca, è che gli utenti non cambiano idea nemmeno davanti a verità accertate, andando così a facilitare una proliferazione della disinformazione. 

Secondo dati ufficiali di Human Highway, la produzione editoriale è pari a circa 3.000 articoli al giorno sui siti d’informazione e quasi 600 sui siti di notizie false. Gli articoli del primo insieme sono condivisi una media di 350 volte, mentre ogni articolo dei siti di fake-news viene mediamente rilanciato sui social 272 volte (-33,5% rispetto al 2016). In particolare in una ricerca di qualche mese fa condotta dall’Università dell'Indiana è stato calcolato che su Twitter ci sono 48 milioni di bot, ossia programmi che generano contenuti in automatico, favorendo quindi la diffusione di “bufale”.  Tutto questo ha portato i maggiori social network ad adottare misure per ostacolare la diffusione delle notizie false. Le più recenti sono proprio di Twitter che negli ultimi giorni ha intrapreso un’azione di epurazione con la quale ha “ripulito” il social dai profili non gestiti da persone ma automatizzati, e dai tweet e i 'mi piace' che partono in automatico.

Grazie a questa presa di coscienza dei social network, iniziata circa nel 2016, la situazione sembra migliorare gradualmente. Infatti la condivisione degli articoli dei siti di fake-news si è dimezzata in poco più di un anno e gli stessi hanno diminuito del 31,7% la produzione giornaliera di articoli.

Nonostante ciò le fake- news sono ancora presenti e un nostro consiglio può essere quello di aprire sempre le notizie in modo da visualizzare la pubblicazione dal sito ufficiale del giornale e non limitarsi a leggere il titolo dal semplice post o tweet. Per i più pazienti e scrupolosi il consiglio è quello di confrontare l’articolo sulle diverse testate e consultare il sito bufale.net, portale che conferma o smentisce le notizie del web.

 

 

Fonte dati articolo: ENGAGE